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Notizie flash

  • Ales&Co 2020: cosa ha funzionato nell’anno del Covid-19

    Le ultime settimane di dicembre sono sempre dedicate ai bilanci e in un anno come il 2020 è ancora più importante fare il punto sulle 5 cose che hanno funzionato di più per prepararsi con ancora più attenzione e grinta al 2021.

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  • Craft Beer in the Kitchen

    Ricette ed abbinamenti birra-cibo firmati Stone Brewing

    Ricetta Stone Brewing Ripper

    Con i locali chiusi dopo le 18, è innegabile, passeremo più tempo in casa la sera. C’è chi ha già prenotato le sessioni di Crossfit online e chi ha rinnovato l’abbonamento a Netflix, tutto il resto di noi probabilmente sta già litigando con le signore davanti al banco frigo del supermercato per l’ultimo cubetto di lievito.
    Ed è proprio a chi vuole approfondire le proprie abilità in cucina che vogliamo parlare oggi. Per farlo vi consigliamo alcune ricette più o meno complesse in cui la pratica culinaria incontra il mondo della birra artigianale. Potete sbizzarrirvi, preparare una cena e allo stesso tempo esplorare l’universo birrario di Stone Brewing.
    Il birrificio di San Diego divenuto celebre per le sue bevute graffianti come Stone IPA e Arrogant Bastard, ha ingrandito la sua core line con nuove birre intriganti e di grande bevibilità come Buenaveza, Lager con Sale e Lime (protagonista di una delle ricette in basso!) e Neverending Haze con cui i birrai californiani si approcciano all’universo delle New England Ipa!

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  • BrewDog Served Here!

    Torniamo finalmente nel nostro luogo preferito, il pub.
    Ecco dove non mancherà mai una Punk IPA alla spina.

    Dopo questo inizio 2020 così burrascoso, finalmente possiamo riprendere con le attività che amiamo di più, possiamo spostarci per lavoro e per piacere, possiamo vedere gli amici e soprattutto, possiamo tornare nel nostro luogo preferito: il pub!

    Siamo sicuri che ognuno di voi abbia almeno uno o più ricordi felici legati al bancone di fiducia in città, dalle serate con gli amici, a quella partita di calcio vinta con una rimonta senza precedenti (ogni riferimento ad eventi recenti è puramente casuale). Ma il pub è senza dubbio il luogo perfetto in cui addentrarsi sempre di più nel mondo della birra artigianale. Ci affidiamo alla professionalità e alla competenza di chi c’è dall’altra parte del bancone, scopriamo birre nuove oppure scegliamo i grandi classici che ci fanno sentire a casa.

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  • Dry January

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    Una campagna nata già negli anni quaranta in Finlandia e rilanciata ufficialmente dall’Alcol Concern inglese in collaborazione con il Public Health England, organo esecutivo che si occupa della salute pubblica nel Regno Unito. Viene invitata la popolazione ad astenersi dal consumo di bevande alcoliche dal primo all’ultimo giorno di Gennaio.

    In Italia questa tradizione non si è ancora radicata, ma abbiamo deciso di avvicinarci a questo modo di iniziare l’anno, dedicando il primo mese del 2020 a bevute a bassa gradazione alcolica. Un periodo che ci permetterà di restare fedeli ai buoni propositi e di avvicinarci ad un trend che sta a tutti gli effetti spopolando in tutto il mondo, in particolare tra i più giovani come spiegano diversi articoli in merito, tra cui questo della BBC News.Troppo spesso le birre a bassa gradazione sono vittime ingiuste di un pregiudizio molto forte e sono state sempre considerata l’alternativa triste destinata solo a chi deve guidare: siamo qui per raccontare che le cose sono cambiate. Le birre di cui parliamo oggi sono tutte accomunate dall’ottima bevibilità, ma si tratta di interpretazioni di molti stili differenti, in linea con la creatività di ogni birraio.

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  • Hoppy Pilsner, due birre a confronto

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    Stesso stile, due birre completamente diverse, ognuna connotata dalla firma distintiva del birrificio. Mettiamo a confronto Lost Lager di BrewDog e Enter Night Pilsner di Stone Brewing.
    Due birrifici fortemente connotati dalla produzione di birre ad alta fermentazione, le cui IPA (Punk Ipa da una parte, Stone IPA dall’altra) sono diventate con il tempo due punti di riferimento per chi si avvicinasse allo stile. Entrambi hanno deciso di aprirsi al mondo delle Pils e lo hanno fatto mettendo la propria firma sullo stile, senza snaturarne le caratteristiche principali.

    BrewDog è il birrificio che ha fatto di “Craft Beer for the People” il suo motto, non ci stupisce il tipo di bevuta che propone Lost Lager. Una pilsner da 4,7% abv prodotta con lievito proveniente da Weinstephan e luppolata con varietà Sapphir utilizzato in dry hopping. Usare un lievito da bassa fermentazione garantisce ottima pulizia e spazio di espressione ai luppoli che in dry hopping, come in questo caso, rendono in grande aromaticità ed amaro leggero. Lost Lager ha una bevuta delicata, con un distinto profilo citrico ed erbaceo che si muove su una base dai toni di biscotto e miele di fiori.

    Enter Night è il frutto di una collaborazione unica tra Stone Brewing e i Metallica. Una Lager luppolata massicciamente, che rispecchia in pieno lo stile del birrificio caratterizzato sempre da un amaro tagliente. I luppoli usati regalano note resinose ed erbacee evidenti al naso quanto al palato dove la base corposa anche grazie alla gradazione alcolica di 5,7% abv, riprende i sentori di cereale, miele e fiori freschi tipici dello stile. Stone ha avuto da sempre un’anima luppolo-centrica che non ci stupisce ritrovare anche nella prima referenza continuativa a bassa fermentazione.

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  • XMAS CRAFT BEER

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    Stili ed interpretazioni diverse per le feste 2018!

    Ci siamo lasciati alle spalle già da qualche tempo le fresche e dissetanti bevute estive. Tra le lucine accese in salotto e le canzoni di Michael Bublè praticamente ovunque, è arrivato il momento di dedicarci alle bevute natalizie!
    Ai grandi classici ormai irrinunciabili si sono aggiunte quest’anno diverse novità che si avvicinano a tutti i palati: dalle interpretazioni degli stili più “strutturati” che tradizionalmente si collegano a questo periodo dell’anno a generi completamente diversi giocati su note acide o sull’aggiunta di frutta.
    Citando letteralmente Maurizio Maestrelli nel suo articolo uscito qualche settimana fa su Il sole 24 ore, Quella delle birre di Natale non è una mera operazione di marketing nella quale basta attaccare un'etichetta dorata, possibilmente con signore dalla barba candida completo di slitta e renne, alla bottiglia di birra ma una tradizione storica di alcuni dei principali Paesi birrari del mondo.
    Sono legate a questo periodo birre diventate ormai un classico come la serie ELF di Ridgeway: diversi livelli di cattiveria da Bad Elf ad Insanely Bad Elf, i birrai dell’Oxfordshire propongono una serie di birre stagionali con cui rappresentano diversi stili inglesi perfetti per questo momento dell’anno.Altro classico ormai, in arrivo dagli States, è la Santa’s Private Reserve, Strong Belgian Ale di Rogue Ales, con note di caramello in evidenza e una nota erbacea sul finale, una birra intensa ma di grande bevibilità.

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  • Summer Beers, le proposte sotto i 5% da bere in vacanza

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    Qualcuno di noi è già andato in vacanza, altri aspetteranno ancora qualche giorno, ma la verità è che siamo nel pieno dell’Estate! Questo vuol dire che abbiamo sempre più bisogno di sali minerali e ovviamente di restare idratati.
    Non ci lasciamo cogliere impreparati ed è per questo che abbiamo pensato ad una selezione di birre adatte alla stagione più calda in cui potremmo essere disposti a rinunciare a gradazioni alcoliche particolarmente elevate prediligendo nelle nostre bevute sensazioni più fresche e leggere.

    La nostra selezione non può che partire da BrewDog che con la sua Pale Ale da 0,5% abv, Nanny State, fresca e luppolata, è riuscito ad aprire la strada a chiunque volesse produrre birre analcoliche ma di grande carattere; in più nel tempo ha introdotto birre come Dead Pony Club, Pale Ale da 3,8% abv e Indie Ale, Blonde Ale da 4,2% abv che mantengono una gradazione alcolica sotto i 4,5% abv e si dimostrano birre molto interessanti, estremamente versatili e beverine.

    Restiamo nel mondo delle Ales ma ci spostiamo a Bristol con All Dayer di Moor, leggera e rinfrescante con intense note agrumate, e con le birre della serie Hop, “Session” Pale Ales da 4,1% abv che si distinguono per le varietà di luppolo utilizzate tra cui Union’Hop, luppolata con varietà inglesi e So’Hop, caratterizzata dai luppoli dell’emisfero australe.
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  • MIKKELLER: da una cucina di Copenhagen all’MBCC

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    Come tante storie, anche quella di Mikkeller inizia in una cucina. Siamo nel 2005, Mikkel Borg Bjergsø, professore di matematica e fisica, e Kristian Klarup Keller, giornalista che successivamente lascerà l’azienda per tornare al suo lavoro, trovano tempo per coltivare una passione, l’homebrewing. Ben presto si rendono conto che il loro hobby può diventare qualcosa di più e nel 2006 nasce Mikkeller.Dal 2006 ad oggi molte cose sono cambiate, resta però salda la filosofia di questo microbirrificio che dal cuore della Danimarca oggi raggiunge più di 40 nazioni nel mondo con una varietà di produzioni da far girare la testa.

    “WE AIM TO…brew beer that challenges the concept of good beer and moves people. We do this by using the best ingredients and work with the most talented and creative minds around the world.”

    “Vogliamo creare birre che tocchino le persone e portino ai massimi confini il concetto di buona birra. Cerchiamo di farlo utilizzando i migliori ingredienti e lavorando con le menti più talentuose e creative in giro per il mondo”

    Ancora oggi Mikkeller non ha una propria sede, ospitato per la produzione da birrifici amici (sempre più spesso De Proefbrouwerij in Belgio), da vita a birre sempre nuove - spesso produzioni one shot - in cui si fondono perfettamente studio approfondito di materie prime, tecniche di produzione e fantasia. Traggono ispirazione sia da stili inglesi che tipicamente belgi, reinterpretando li ed esplorando i confini del gusto. Prendiamo ad esempio la serie Spontan, versione Mikkelleriana delle lambic belghe, prodotte spesso con aggiunta di frutta fresca come la Spontanblackberry, o di erbe aromatiche, come la Spontanbasil nata dalla collaborazione con il birrificio belga Lindemans.

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  • Una pinta con un trifoglio in fondo al bicchiere, le birre per San Patrizio 2018

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    Senza dubbio tra le feste cristiane più diffuse al mondo, nasce nel diciassettesimo secolo in Irlanda ma oggi viene onorata in tante parti d’Europa e del Mondo. Stiamo parlando di San Patrizio, ricorrenza stabile sul calendario ogni 17 marzo. Quale migliore settimana di questa per dedicare una o due pinte a birre che arrivano proprio dall’Irlanda. Terra storicamente legata a questo prodotto, secondo alcune statistiche se ne producono ogni anno circa 7 milioni di fusti, dato interessante se si considera che la popolazione supera di poco i 6,5 milioni di persone; generalmente si ricollegano a questa nazione stili come Porter, Stout, Blonde e Red Ales, complice in epoca moderna anche un grande lavoro in termini di produzione e distribuzione su larga scala di birre commerciali.
    In realtà la craft beer revolution irlandese ha una storia lunga e interessante: è stata caratterizzata da tre ondate, la prima negli anni ‘90, di nuovo a metà degli anni 2000 e infine a partire dal 2013 a cui ha sicuramente contribuito una politica fiscale favorevole. Proprio di quest’ultima ondata fanno parte due birrifici irlandesi su cui vale la pena spendere qualche parola in più per capire come il mercato e la produzione di birra si stiano a tutti gli effetti evolvendo in Irlanda.

    Due birrifici giovani, nati rispettivamente nel 2015 e nel 2016 portano avanti stili di produzione moderni e innovativi rispetto al proprio panorama nazionale.

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  • It’s Winter Beer festival time!

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    It’s Winter Beer festival time!

    Idee e consigli per un tour brassicolo in giro per il mondo alla scoperta dei Festival Natalizi

    L’inverno bussa alle porte e il Natale si avvicina sempre più, portandosi dietro una tradizione secolare di Birre Natalizie, Kerstbeer, Winter Warmer e ogni loro espressione ed evoluzione.

    Al pari degli stili brassicoli riconducibili al periodo natalizio, anche le manifestazioni a tema Winter Beer sono le più disparate e, in giro per il mondo, gli eventi e le kermesse birraie sono all’ordine del giorno nel periodo che spazia tra dicembre e febbraio.

    L’intricata classificazione di ciò che può o non può essere definito “Birra Natalizia” rende questo mondo estremamente dinamico e aperto a nuove interpretazioni ed evoluzioni, permettendo così di trovare all’interno dello stesso festival, prodotti diametralmente opposti in termine di ricette e ingredienti.

    Il nostro tour si concentra su tre kermesse, di consolidata tradizione e grande offerta in termini di birrifici e prodotti rappresentati.

    In Europa, l’evento che ha catturato la nostra attenzione è il Kerst Bier Festival di Essen (Belgio) che, dal dicembre del 2000, accoglie appassionati delle birre natalizie da tutto il mondo, con una selezione di birre di prima qualità provenienti in gran parte da birrifici e microbirrifici belgi.

    Oltre all’immancabile Gluhfriek (birra servita tradizionalmente calda) alla manifestazione è possibile assaggiare circa 150 etichette, alcune spinate dalle 22 tap presenti mentre gran parte saranno disponibili in bottiglia. Alle birre sono affiancate da specialità gastronomiche, che rendono il festival una vera e propria festa di due giorni aperta a tutti. Continua a leggere

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