Surprise! Fino ad esaurimento scorte, per ogni ordine da almeno 100€, in omaggio una confezione da 24 lattine 355 ml. di Stone IPA.
Carrello0Item(s)

Non hai articoli nel carrello.

Il prodotto è stato aggiunto al carrello.

Birra

  • I segreti della birra alla spina: scopri i diversi tipi di fusto e come si utilizzano

    Chi ama la birra, ama spesso gustarla alla spina, spillata correttamente e coerentemente con lo stile.

    La birra alla spina è contenuta in contenitori chiamati “fusti” che ne consentono la corretta conservazione e la corretta pressione. Nella maggior parte dei casi i fusti vengono riempiti direttamente dai birrifici, immessi nel ciclo distributivo e consegnati a distributori, pub e locali grazie a realtà come Ales & Co che importa e distribuisce birre artigianali direttamente dai birrifici.

    I fusti tuttavia non sono tutti uguali. Ne esistono di tipi diversi che vengono scelti dai birrifici a seconda delle loro caratteristiche e dello stile di birra contenuta.

    Continua a leggere
  • Bicchieri per la birra: scopri le differenze e scegli il bicchiere giusto per la tua birra artigianale

    È vero, si può godere di una buona birra da qualsiasi bicchiere. Tuttavia, il bicchiere può essere considerato uno strumento funzionale-degustativo che grazie a forma e materiale aiuta e supporta la birra ad esprimersi al meglio.

    Per ogni stile quindi, possiamo scegliere un bicchiere da accostare, che può migliorare l’esperienza in termini di estetica, aroma e gusto.

    Crediamo che una buona birra vada oltre al suo contenitore, ma non per questo rinunciamo al piacere di un bel bicchiere che possa accogliere una birra spillata al meglio. Qui le disponibilità aggiornate dei nostri bicchieri.

    Continua a leggere
  • Il cinefilo beer lover

    Alla ricerca della birra perfetta per gli appassionati di Cinema

    cinema e birra

    Vi vediamo passare le vostre serate sul divano comodi comodi, intenti a guardare un film dopo l'altro. È normale, anche noi stiamo dando fondo alla lista di preferiti online e alla collezione di dvd, attestiamo anche un appassionato vintage che ha recuperato i VHS.
    Immancabile ovviamente una birra in abbinamento, ma quale? Abbiamo raccolto insieme ai ragazzi del Cinema Odeon di Bologna gli spettatori tipo che immaginiamo in ogni casa e abbiamo individuato per lui l’abbinamento brassicolo perfetto.
    Se avete bisogno di ispirazione sul film della serata, miocinema.it "(con cui supportate le sale del circuito!) è sicuramente la piattaforma a cui affidarsi. Per quanto riguarda l'abbinamento invece, potete dare un'occhiata qui sotto.

    Continua a leggere
  • Christmas at Ales&Co!

    Sour Grinch - BrewDog Overworks

    È un fatto: ci aspettano festeggiamenti diversi durante queste feste. Anche noi quest’anno abbiamo rinunciato al tradizionale pranzo di Natale aziendale. Non siamo stati seduti tutti insieme attorno ad un tavolo, ma di sicuro festeggeremo come si deve
    Ecco perché con questo post sul blog sbirciamo nelle case di tutti chiedendo quale sarà la birra sulla tavola delle feste.

    Lorenzo e Natascia non hanno bisogno di presentazioni, hanno scelto due tra le birre che hanno apprezzato di più durante l’anno. Sour Grinch di Overworks per Natascia; Export Stout di The Kernel per Lorenzo.

    Continua a leggere
  • Birra&Frutta

    Un rapporto fatto di equilibri e tecnologie complesse che può portare a piccole opere d'arte nel bicchiere

    Il rapporto tra frutta e birra ha radici antiche, si è evoluto nel tempo con il cambiare del gusto degli bevitori di birra e seguendo le tendenze del mercato.
    L’aggiunta di frutta comporta un notevole impegno tecnologico, in quanto si tratta di ingredienti con tempi di approvvigionamento diversi che possono rivelarsi difficili da gestire. In più è sempre necessario tenere in considerazione il rischio di infezione da lieviti selvaggi come i Brettanomyces che si trovano sulla buccia della frutta. Proprio per questi motivi non è raro che alcuni birrifici usino frutta in purea che mantenendo le caratteristiche organolettiche, è di più semplice gestione ed abbassa il rischio di contaminazione da Brettanomyces, dove non ricercati.

    Continua a leggere
  • BeerScovery: Siren Craft Brew

    Un birraio italiano in uno dei birrifici più interessanti della scena britannica, Marco ci racconta Siren Craft Brew.

    Marco Benda è un ragazzo di Perugia, che seguendo la sua passione per la birra artigianale, ha iniziato a lavorare come birraio per Toccalmatto. Oggi è uno dei quattro birrai di Siren Craft Brew e nell’ultima diretta Facebook (che trovate a questo link!) ci ha permesso di sbirciare nella storia e nella filosofia del birrificio con un punto di vista d’eccezione.

    Siren nasce nel 2013 a pochi km da Londra. Ispirato dalle buone birre artigianali, di cui sente il richiamo proprio come un marinaio quello delle sirene, Darron Anley dà vita a questa realtà con l’obiettivo di creare birre di carattere, che possano raggiungere più persone possibili.  L’approccio del birrificio è orientato verso la creatività, verso una selezione accurata degli ingredienti ed una ricerca continua.
    Lo stesso approccio si trova nelle birre della core-line, recentemente convertita al formato in lattina su richiesta esplicita dei fan del birrificio, e nelle birre speciali, realease eccezionali in cui i birrai non pongono limiti alla propria fantasia.

    Continua a leggere
  • BeerScovery: Moor Beer Co.

    In diretta con il Justin Hawke, fondatore e birraio di Moor che ci porta alla scoperta della sua storia e della sua filosofia.

    Nella nostra chiacchierata con Justin Hawke, birraio e fondatore di Moor Beer Co., abbiamo parlato di storia e di tradizioni, di modernità, di legno, di lattine e anche di Star Wars. Un’oretta in diretta Facebook che ci ha permesso di approfondire la conoscenza con una delle figure più interessanti del panorama brassicolo britannico, dimostrando una relazione diretta tra la sua personalità e quella delle sue birre.

    Justin ha origini americane e dopo un periodo in Germania, ha deciso di stabilirsi in Inghilterra. Nelle sue birre sono evidenti le tre influenze geografiche: la naturale torbidezza delle birre tedesche, le intense luppolature californiane e la carbonatazione naturale delle Real Ale inglesi. Nascono quindi le sue Modern Real Ales, rifermentate in cask, fusto e lattina.
    E proprio la scelta di produrre esclusivamente in lattina, effettuata dopo un periodo di intense ricerche, è stata una vera e propria rivoluzione. La lattina può sicuramente assicurare altissimi standard qualitativi, ma sono stati necessari intensi studi affinché potesse dormire sonni tranquilli: infatti le birre di Moor sono can conditioned, prodotti vivi non filtrati né pastorizzati. Proprio per questo motivo sono state le prime in lattina ad essere riconosciute dal CAMRA come Real Ales. Si tratta di veri e propri “nano cask” da conservare e consumare a temperature adeguate.

    Continua a leggere
  • BeerScovery: Brasserie De La Senne

    Una chiacchierata alla scoperta di un birrificio dalla filosofia solida che guarda al territorio e ai gusti che si evolvono.

    La storia e la tradizione brassicola di una nazione come il Belgio non hanno bisogno di nessuna presentazione. Si tratta probabilmente del territorio con maggiore biodiversità birraria al mondo ed oggi vogliamo raccontare una realtà le cui birre sono profondamente legate al luogo in cui nascono.

    La storia di questo birrificio inizia nel 2002 con l’incontro tra Yvan De Baets e Bernard Leboucq, entrambi appassionati birrai che iniziano a produrre le proprie birre presso birrifici amici all’inizio, e in un piccolo birrificio di loro proprietà poco fuori Bruxelles successivamente. A fine 2010 apre le porte la Brasserie De La Senne che prende il suo nome proprio dal fiume che attraversa la città.

    Abbiamo approfondito la conoscenza con la Brasserie nell’appuntamento con BeerScovery del 6 maggio (se ve lo siete persi, trovate qui il link al video) insieme a Marta, milanese di nascita, Belga di adozione, che collabora con loro già tanti anni e ci ha portato con sé alla scoperta di mille curiosità.

    Continua a leggere
  • Beerscovery: Brew By Numbers

    Bermondsey è una di quelle zone di Londra considerata “the place to be” per tutti gli amanti di birra artigianale, in particolare il sabato pomeriggio quando tutte le Tap Room dei birrifici sono aperte. Ed è proprio qui che si trova dal 2012 Brew By Numbers.
    Come in tante storie che raccontiamo, alle spalle di questo birrificio c’è una solida amicizia ed una passione comune. Tom e Dave, fondatori di Brew By Numbers, si incontrano nel 2010 durante un viaggio in Asia tra pareti rocciose da scalare e giri in moto. Se il 2011 è stato l’anno in cui hanno approfondito la ricerca e lo studio da hombrewer, in collaborazione anche con maestri noti del mondo brassicolo come i birrai di The Kernel, è il 2012 a consacrare questa piccola realtà come birrificio vero e proprio.

    Presentano la prima birra 01|01 (una Hoppy Saison) ai ragazzi di Craft Beer Co. Clenkerwell per ricevere una prima critica. Funzionò al punto che divenne la prima birra ufficiale del birrificio, nonostante lo stile inusuale per il panorama britannico del tempo. In questo primo periodo portano la voglia di sperimentazione di ogni homebrewer all’interno del birrificio, dividendo ogni cotta in due e cambiando volta per volta luppolature, lieviti o ingredienti speciali, numerando ogni risultato secondo un metodo specifico: il primo numero corrisponde allo stile, il secondo al batch. Ed è proprio da qui che nasce il loro nome. Non pongono limiti alla propria fantasia, esplorando i confini delle luppolature e sperimentando allo stesso tempo con fermentazioni miste ed affinamenti in botte.

    La nostra chiacchierata con Mike (di cui vi lasciamo il link) ha toccato i momenti più importanti della storia di questo giovane birrificio come l’introduzione delle prime lattine nel 2018 ed il restyling che portò etichette nere con scritte chiare ed un nuovo modo di chiamare le birre: si identificano oggi solo con lo stile e i luppoli o gli ingredienti speciali usati in fase di produzione. Ci ha raccontato anche che la voglia di fare sempre di più e sempre meglio è culminata con il lancio di una campagna di Crowdfunding nel 2019.
    Chiedendo ai clienti più affezionati di sostenerli, Brew By Numbers ha potuto ingrandire il birrificio e sta progettando una nuova Tap Room in cui accogliere tutti, offrendo anche un servizio di cucina. In quest’ottica hanno anche dato vita ad una nuova area separata dedicata esclusivamente al legno: nascono e si evolvono lì tutte le birre affinate in botte, dalle massicce Imperial Stout alle birre a fermentazione acida.

    Come per tutte le realtà, l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando in questi mesi è una situazione nuova da gestire, che i ragazzi hanno deciso di sfruttare al meglio rendendo più fluido il proprio business inaugurando uno shop online e collaborando con Marks and Spencer. L’idea è quella di avvicinare tutti all’esperienza di una buona birra artigianale, portandola direttamente nelle case.

    La diretta con Mike è stata molto divertente, ci ha permesso di sbirciare nella scena craft londinese, regalandoci anche un paio di sneak peek sui programmi del birrificio non appena l’emergenza sarà rientrata. Vi lasciamo il link al loro sito per conoscerli ancora meglio ed il link diretto alle disponibilità aggiornate.

  • To Øl City!

    Creatività e flessibiltà sono i due leitmotiv di To Øl, uno dei birrifici più intriganti della scena craft internazionale. Nato nel 2010 dalla passione di due amici per l’homebrewing, per quasi dieci anni si è identificato nella definizione di birrificio gypsy. Una realtà in continua evoluzione che ha fatto di approccio scientifico, sperimentazione e collaborazioni con birrifici da tutto il mondo il suo punto di forza.

    Nel 2019 To Øl  inizia un periodo di passaggio che si conclude all’inizio di quest’anno: a gennaio 2020 si aprono le porte To Øl City.
    Uno spazio di 150.000 metri quadri, destinato in passato ad un’azienda di trasformazione di frutta all’inizio e di ketchup poi, recuperato e ridistribuito sulla base delle necessità del birrificio. Il cuore della produzione è composto da due aree, una dedicata alle “clean beers” ed una “wild brewery”. Se nella prima trovano spazio le fermentazioni “tradizionali”, la seconda è un vero e proprio regno delle fermentazioni spontanee, con la speranza che la vicinanza degli orti favorisca sempre la nascita di nuovi lieviti. In entrambi i casi non mancano le botti, foeders nuove ed usate, in arrivo da diverse parti del mondo, destinate a fermentazioni ed affinamenti. E proprio parlando di birre, una delle più importanti novità che To Øl City porta con sé è una nuova core line: accanto alle birre flagship che lo hanno reso celebre nel tempo come Garden of Eden e Gose to Hollywood, saranno disponibili adesso tre birre pensate per essere simbolo di To Øl con la loro pericolosa bevibilità: House of Pale, City Session Ipa e Whirl Domination.

    To Øl City è uno spazio dove non vengono messi confini alla creatività, per questo motivo alcune delle idee inizialmente sviluppate da BRUS, brewpub di To Øl nato nel 2016 nel cuore di Copenaghen, verranno spostate qui come la produzione di aceto di birra o le sperimentazioni legate al mondo dei cocktail e dei fermentati.
    Accanto a questi un occhio di riguardo è da riservare alla distilleria: si tratta di un’idea ancora agli albori, ma come ci ha anticipato Linda nella nostra diretta, To Øl ha iniziato a lavorare con la distillazione sottovuoto e gli affinamenti in botti degli spirits. Sicuramente possiamo aspettarci grandi sorprese.

    Sono già arrivate in Italia invece, le produzioni del progetto Mikropolis. Cocktail in lattina di altissima qualità di cui To Øl cura ogni minimo dettaglio, dalla produzione degli ingredienti come bitter e toniche alla miscelazione. Si tratta di cocktail già pronti, di grande equilibrio, pensati per tantissime occasioni d’uso, dagli aperitivi casalinghi di questo periodo ai grandi festival musicali che ci auguriamo poter ricominciare a frequentare presto.

    Trovate le birre di To Øl disponibili in questo momento a questo link e se volete approfondire la conoscenza con questa incredibile ed eclettica realtà vi consigliamo di vedere la mini serie di video su Youtube che ci porta dietro le quinte di To Øl City. Qui il primo episodio!
    Per chi, invece, si fosse perso la nostra chiacchierata in diretta con Linda, la trovate qui!

Oggetti 1 a 10 di 22 totali

  1. 1
  2. 2
  3. 3