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Degustazioni

  • Born in the USA ma cittadini del mondo

    Le novità di Rogue Ales

    Le birre artigianali di Rogue sono birre “Born in the USA”, nascono a Newport, Oregon, e da lì si diffondono in tutto il mondo.

    Si tratta di un viaggio di pub in pub, di locale in locale, che dall’Oregon passa dalla Florida, al Giappone, all’Europa, fino a formare una piccola grande “nazione” di appassionati estimatori: i cittadini della Rogue Nation situati in tutto il mondo.

    Alla base della Rogue Nation c’è il birrificio, le Rogue Distilleries in cui nascono gli spirits di casa Rogue e Rogue Thunder Barrel Works in cui vengono realizzate le botti destinate all’affinamento di birre e spirits.

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  • WeBeerNar - Meet&Cheer Moor Beer

    WEBEERNAR moor

    Aprire un filo diretto con un birrificio, raccontarlo attraverso le sue birre più rappresentative con il supporto di due delle voci più autorevoli della birra artigianale italiana ed il contatto diretto con il birraio. WeBeerNar è un appuntamento online, Martedì 11 maggio alle 21, Eugenio Signoroni e Luca Giaccone, in diretta con Justin Hawke raccontano Moor Beer per il primo evento della serie.

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  • Goldeneye: nuova pale ale di Black Isle

    Un mostro di equilibrio e bevilità. Potrebbe essere riassunta così la nuova birra presentata da Black Isle Brewery. La Goldeneye è una pale ale da 5,6 gradi alcolici dal bel colore ambrato vivo. Il naso è fragrante con belle note di luppolo (agrumi in particolare) che vanno a fondersi benissimo con quelle di biscotto e di caramello. In bocca la birra è morbida nell'attacco e, come sempre, luppolata con grande equilibrio (le luppolature di Black Isle non sono mai esagerate). Lunga e asciutta nel finale. Irresistibile con questi primi giorni di caldo.

  • Le novità di Brewdog, le degustazioni (parte seconda)

    Dopo averne parlato a lungo, all'assaggio la Ab:08 è riuscita a stupire, sebbene come tutte le altre birre di questa linea abbia bisogno di molta cantina per diventare un prodotto in tutto e per tutto piacevole. Diciamo subito che il tentativo di produrre una golden imperial stout non è completamente raggiunto... i ricordi di tostatura e soprattutto le sensazioni tattili sono troppo velate per far sì che la Ab:08 a occhi chiusi ricordi una stout. In ogni caso la birra nel complesso convince. Si presenta di un bel giallo intenso con riflessi dorati e al naso emerge in tutta la sua potenza (anche etilica) mostrando note di frutta surmatura, canditi, e un sottile ricordo di vaniglia e legno, oltre a note fumé e roasted. Un naso complesso e profondo, che al momento ha come principale pecca quella di risultare troppo ricco e un po' confuso. La bocca è piuttosto corrispondente e ha un percorso molto ben costruito risultando alla fine, sorprendentemente, bilanciata. L'ingresso è decisamente morbido e il corpo, costruito a suon di palate di fiocchi d'avena, è importante, sebbene non abbia la viscosità necessaria per poterci ricordare un'imperial stout. Alla dolcezza iniziale si sommano man mano che il sorso scorre le note di affumicato, caffé e cioccolato. La sensazione finale è più quella di un barley wine che non di un'imperial stout, in cui è la ricchezza a emergere con grande carattere in attesa che il tempo levighi gli ovvi spigoli.

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  • Le novità di Brewdog: le degustazioni (parte prima)

    Abbiamo impiegato un po', ma alla fine abbiamo assaggiato le novità arrivate da Brewdog e in due puntate (per aumentare la suspence) vi raccontiamo come ci sono sembrate.

    Iniziamo dalla nuova Trashy Blond. Sebbene resti allo sguardo uguale alla vecchia ricetta, il naso risulta da subito più ricco con una sottile e molto piacevole nota erbacea e speziata. Non emergono le attese sensazione di lampone (aggiunti in fermentazione) che invece in modo molto elegante si percepiscono in bocca dove su una bella e scorrevole base maltata si mettono in mostra non tanto con le note acide (se non in modo molto sottile) ma quelle più aromatiche che i lamponi portano con loro. Colpisce invece il finale spiccatamente amaro, che lascia la bocca molto asciutta e rende la Trashy Blond ancora più beverina di quando già non fosse.

    Di tutt'altra tipologia è invece la Paradox Jura che se alla vista è una imperial stout molto classica già al naso mostra tutte le conseguenze dell'affinamento in botte. La note olfattive sono molto ampie, calde e solo leggermente arricchite dall'etilico. In bocca è avvolgente, con le sensazioni di dolcezza dell'alcol che vanno ad ammorbidire le classiche tostature delle stout rendendo la Paradox Jura una birra che sebbene abbia 15 gradi alcolici risulta molto equilibrata e di grande eleganza.

    (continua...)

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