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Hoppy Pilsner, due birre a confronto

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Written by Antonella Piscitello   
Friday, 09 August 2019 15:53
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Stesso stile, due birre completamente diverse, ognuna connotata dalla firma distintiva del birrificio. Mettiamo a confronto Lost Lager di BrewDog e Enter Night Pilsner di Stone Brewing.
Due birrifici fortemente connotati dalla produzione di birre ad alta fermentazione, le cui IPA (Punk Ipa da una parte, Stone IPA dall’altra) sono diventate con il tempo due punti di riferimento per chi si avvicinasse allo stile. Entrambi hanno deciso di aprirsi al mondo delle Pils e lo hanno fatto mettendo la propria firma sullo stile, senza snaturarne le caratteristiche principali.

BrewDog è il birrificio che ha fatto di “Craft Beer for the People” il suo motto, non ci stupisce il tipo di bevuta che propone Lost Lager. Una pilsner da 4,7% abv prodotta con lievito proveniente da Weinstephan e luppolata con varietà Sapphir utilizzato in dry hopping. Usare un lievito da bassa fermentazione garantisce ottima pulizia e spazio di espressione ai luppoli che in dry hopping, come in questo caso, rendono in grande aromaticità ed amaro leggero. Lost Lager ha una bevuta delicata, con un distinto profilo citrico ed erbaceo che si muove su una base dai toni di biscotto e miele di fiori.

Enter Night è il frutto di una collaborazione unica tra Stone Brewing e i Metallica. Una Lager luppolata massicciamente, che rispecchia in pieno lo stile del birrificio caratterizzato sempre da un amaro tagliente. I luppoli usati regalano note resinose ed erbacee evidenti al naso quanto al palato dove la base corposa anche grazie alla gradazione alcolica di 5,7% abv, riprende i sentori di cereale, miele e fiori freschi tipici dello stile. Stone ha avuto da sempre un’anima luppolo-centrica che non ci stupisce ritrovare anche nella prima referenza continuativa a bassa fermentazione.

Last Updated on Friday, 09 August 2019 16:00
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XMAS CRAFT BEER

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Written by Antonella Piscitello   
Thursday, 20 December 2018 17:05
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Stili ed interpretazioni diverse per le feste 2018!

Ci siamo lasciati alle spalle già da qualche tempo le fresche e dissetanti bevute estive. Tra le lucine accese in salotto e le canzoni di Michael Bublè praticamente ovunque, è arrivato il momento di dedicarci alle bevute natalizie!
Ai grandi classici ormai irrinunciabili si sono aggiunte quest’anno diverse novità che si avvicinano a tutti i palati: dalle interpretazioni degli stili più “strutturati” che tradizionalmente si collegano a questo periodo dell’anno a generi completamente diversi giocati su note acide o sull’aggiunta di frutta.
Citando letteralmente Maurizio Maestrelli nel suo articolo uscito qualche settimana fa su Il sole 24 ore, Quella delle birre di Natale non è una mera operazione di marketing nella quale basta attaccare un'etichetta dorata, possibilmente con signore dalla barba candida completo di slitta e renne, alla bottiglia di birra ma una tradizione storica di alcuni dei principali Paesi birrari del mondo.
Sono legate a questo periodo birre diventate ormai un classico come la serie ELF di Ridgeway: diversi livelli di cattiveria da Bad Elf ad Insanely Bad Elf, i birrai dell’Oxfordshire propongono una serie di birre stagionali con cui rappresentano diversi stili inglesi perfetti per questo momento dell’anno.Altro classico ormai, in arrivo dagli States, è la Santa’s Private Reserve, Strong Belgian Ale di Rogue Ales, con note di caramello in evidenza e una nota erbacea sul finale, una birra intensa ma di grande bevibilità.

Last Updated on Thursday, 20 December 2018 17:12
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Summer Beers, le proposte sotto i 5% da bere in vacanza

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Written by Antonella Piscitello   
Thursday, 09 August 2018 09:52
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Qualcuno di noi è già andato in vacanza, altri aspetteranno ancora qualche giorno, ma la verità è che siamo nel pieno dell’Estate! Questo vuol dire che abbiamo sempre più bisogno di sali minerali e ovviamente di restare idratati.
Non ci lasciamo cogliere impreparati ed è per questo che abbiamo pensato ad una selezione di birre adatte alla stagione più calda in cui potremmo essere disposti a rinunciare a gradazioni alcoliche particolarmente elevate prediligendo nelle nostre bevute sensazioni più fresche e leggere.

La nostra selezione non può che partire da BrewDog che con la sua Pale Ale da 0,5% abv, Nanny State, fresca e luppolata, è riuscito ad aprire la strada a chiunque volesse produrre birre analcoliche ma di grande carattere; in più nel tempo ha introdotto birre come Dead Pony Club, Pale Ale da 3,8% abv e Indie Ale, Blonde Ale da 4,2% abv che mantengono una gradazione alcolica sotto i 4,5% abv e si dimostrano birre molto interessanti, estremamente versatili e beverine.

Restiamo nel mondo delle Ales ma ci spostiamo a Bristol con All Dayer di Moor, leggera e rinfrescante con intense note agrumate, e con le birre della serie Hop, “Session” Pale Ales da 4,1% abv che si distinguono per le varietà di luppolo utilizzate tra cui Union’Hop, luppolata con varietà inglesi e So’Hop, caratterizzata dai luppoli dell’emisfero australe.

Last Updated on Thursday, 09 August 2018 10:04
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MIKKELLER: da una cucina di Copenhagen all’MBCC

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Written by Antonella Piscitello   
Wednesday, 09 May 2018 16:21
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Come tante storie, anche quella di Mikkeller inizia in una cucina. Siamo nel 2005, Mikkel Borg Bjergsø, professore di matematica e fisica, e Kristian Klarup Keller, giornalista che successivamente lascerà l’azienda per tornare al suo lavoro, trovano tempo per coltivare una passione, l’homebrewing. Ben presto si rendono conto che il loro hobby può diventare qualcosa di più e nel 2006 nasce Mikkeller.Dal 2006 ad oggi molte cose sono cambiate, resta però salda la filosofia di questo microbirrificio che dal cuore della Danimarca oggi raggiunge più di 40 nazioni nel mondo con una varietà di produzioni da far girare la testa.

“WE AIM TO…brew beer that challenges the concept of good beer and moves people. We do this by using the best ingredients and work with the most talented and creative minds around the world.”

“Vogliamo creare birre che tocchino le persone e portino ai massimi confini il concetto di buona birra. Cerchiamo di farlo utilizzando i migliori ingredienti e lavorando con le menti più talentuose e creative in giro per il mondo”

Ancora oggi Mikkeller non ha una propria sede, ospitato per la produzione da birrifici amici (sempre più spesso De Proefbrouwerij in Belgio), da vita a birre sempre nuove - spesso produzioni one shot - in cui si fondono perfettamente studio approfondito di materie prime, tecniche di produzione e fantasia. Traggono ispirazione sia da stili inglesi che tipicamente belgi, reinterpretando li ed esplorando i confini del gusto. Prendiamo ad esempio la serie Spontan, versione Mikkelleriana delle lambic belghe, prodotte spesso con aggiunta di frutta fresca come la Spontanblackberry, o di erbe aromatiche, come la Spontanbasil nata dalla collaborazione con il birrificio belga Lindemans.

Last Updated on Wednesday, 09 May 2018 16:35
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Una pinta con un trifoglio in fondo al bicchiere, le birre per San Patrizio 2018

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Written by Antonella Piscitello   
Friday, 16 March 2018 09:39
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Senza dubbio tra le feste cristiane più diffuse al mondo, nasce nel diciassettesimo secolo in Irlanda ma oggi viene onorata in tante parti d’Europa e del Mondo. Stiamo parlando di San Patrizio, ricorrenza stabile sul calendario ogni 17 marzo. Quale migliore settimana di questa per dedicare una o due pinte a birre che arrivano proprio dall’Irlanda. Terra storicamente legata a questo prodotto, secondo alcune statistiche se ne producono ogni anno circa 7 milioni di fusti, dato interessante se si considera che la popolazione supera di poco i 6,5 milioni di persone; generalmente si ricollegano a questa nazione stili come Porter, Stout, Blonde e Red Ales, complice in epoca moderna anche un grande lavoro in termini di produzione e distribuzione su larga scala di birre commerciali.
In realtà la craft beer revolution irlandese ha una storia lunga e interessante: è stata caratterizzata da tre ondate, la prima negli anni ‘90, di nuovo a metà degli anni 2000 e infine a partire dal 2013 a cui ha sicuramente contribuito una politica fiscale favorevole. Proprio di quest’ultima ondata fanno parte due birrifici irlandesi su cui vale la pena spendere qualche parola in più per capire come il mercato e la produzione di birra si stiano a tutti gli effetti evolvendo in Irlanda.

Last Updated on Friday, 16 March 2018 09:53

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