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Finalmente Beer Attraction, la conclusione del viaggio attraverso le birre dal mondo è dentro al bicchiere!

Eventi
Scritto da Giorgia Croce   
Venerdì 16 Febbraio 2018 20:22

 

 

 

Il nostro viaggio verso Beer Attraction giunge alla sua ultima tappa. Abbiamo camminato per terre lontane attraverso le birre che possono rappresentare al meglio ogni nazione, cercando di capire quali siano i diversi modi di viverle.

Vi invitiamo, però, a concludere questo viaggio facendo esperienza dal vero di queste produzioni. Tutte le birre di cui abbiamo letto in queste settimane saranno disponibili a Beer Attraction, le troverete e ci troverete al Padiglione C5 Stand 166. Ci prenderemo la libertà di farvi viaggiare con il bicchiere e le papille gustative attraverso birre provenienti da USA, Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Danimarca, Olanda, Nuova Zelanda e Sud Africa.

Ci piace considerare il nostro stand una vera e propria finestra sull’Europa e anche un po’ sul mondo: sarà l’occasione per assaggiare qualcosa che si affaccia da veramente poco tempo sul mercato Italiano, come Whiplash e Yellowbelly, che vi introdurranno al panorama brassicolo irlandese. Ma sarà anche il momento per dare un’occhiata a quello che succede in Norvegia con le proposte di Aegir e Amundsen, ed in Sud Africa con Devil’s Peak.

Ma parliamo un po' dei numeri di questa edizione di Beer Attraction. Vi aspettano 35 spine, una taplist che ruoterà nei quattro giorni della fiera e in cui troveranno spazio più di 50 prodotti diversi: le birre che già conosciamo, le chicche che cerchiamo con attenzione e le novità tutte da scoprire. A queste si aggiungono 12 birre in Cask, per rispettare la tradizione anglossassone di cui questi stili hanno bisogno.

Troverete ovviamente anche sei frigoriferi con una ricchissima selezione sia in lattina che in bottiglia, dedicando lo spazio che meritano anche ad una serie di birre Gluten Free, bevande analcoliche e sidri!

 

Come ogni anno i quattro giorni di Beer Attraction saranno sicuramente intensi, saranno l'occasione per salutare vecchi amici, ma anche incontrarne di nuovi, esperti del settore e neofiti. Avremo sicuramente modo di fare due chiacchiere, ma cercheremo soprattutto di far esprimere ognuno dei prodotti che portiamo con noi al massimo del suo potenziale affinché racconti non solo i propri ingredienti, ma anche la terra da cui proviene e il birraio che ci ha lavorato con passione.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Febbraio 2018 20:34
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To Øl: Birra, grafica, identità

Notizie dai birrifici
Scritto da Giorgia Croce   
Lunedì 05 Febbraio 2018 17:09

 

 

Chiunque si avvicini al mondo delle craft beer anche solo per il breve tempo di una birra con gli amici si ritrova all’interno di un mondo eclettico, spesso molto colorato. Il primo contatto con quella birra è la sua etichetta - o la sua lattina - e questi elementi non sono mai lasciati al caso dai birrifici. Potrebbero essere il motivo per cui quella birra viene scelta in uno scaffale pieno di tante altre. Fanno parte dell’esperienza, raccontano una storia: quella della birra, del birraio o dell’azienda. Tutto ciò ovviamente non è una novità, sono tante le realtà europee e non, che includono un grafico all’interno del loro team, proprio per costruire un’immagine che li rappresenti in tutto e per tutto.

Kasper Ledet è stato compagno di scuola di uno dei fondatori di To Øl, dal 2010 è il graphic designer dell’azienda e si è occupato di etichette e lattine per i più di 250 prodotti lanciati in questi anni e distribuiti in quasi 50 nazioni nel mondo, nonché del merchandising. Si tratta di un birrificio con uno stile in continua evoluzione, i birrai sono sempre di più al lavoro sul concetto di innovazione per quanto riguarda stili, tecniche ed ingredienti. Anche per questo motivo non è raro che alcune birre siano prodotte una sola volta e, ovviamente, è sempre viva la necessità di una immagine coerente.


“Per il grande portfolio delle birre To Øl - spesso piccoli lotti prodotti in quantità ridotte - sembra che una strategia di design aperta e fluida sia la più adeguata. Che, ovviamente, rispecchi lo stile sperimentale del birrificio

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Febbraio 2018 11:22
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Fierce Beer: dall'oro nero al nettare degli dei

Notizie dai birrifici
Scritto da Giorgia Croce   
Martedì 30 Gennaio 2018 19:20

 

I protagonisti della nostra storia provengono dal mondo petrolifero e da quello marittimo, si chiamano Dave Grant e David Mc Hardy e si incontrano per la prima volta nel 2015 a Sunderland ad un corso di Brewing Technology. Scoprono sin da subito di avere vedute simili, ognuno di loro apprezza il lavoro dell’altro ed entrambi ritengono che il cibo giochi un ruolo decisivo nell’enfatizzare ed accompagnare le caratteristiche di una birra.

“I liked the beers he was making, he liked the beers I was making, and we are both a bit of a gastronaut”

(A me piacevano le birre che faceva, a lui piacevano le mie, ed entrambi eravamo un po’ gastronauti”.)

Quindi, con queste premesse nel 2016 grazie alle loro liquidazione ed al sostegno morale ed economico di altri soci riescono a racimolare 250.000 sterline per avviare il loro sogno. Sogno che apre i battenti ad Aberdeen in Scozia e prende il nome di: “Fierce Beer”.

Si sa, passione, dedizione e costanza fanno dei sogni realtà, così Fierce nel 2017 arriva a produrre 250,000 lt annui con l’obiettivo di ampliare notevolmente l’impianto produttivo entro questo mese.

Così, in quasi due anni di vita, hanno già prodotto più di 50 etichette, alcune “one shot” altre di produzione fissa e hanno suddiviso la loro linea produttiva in quattro:

  1. Hoppy. Pale A
  2. le, Ipa e altre birre luppolate;
  3. Fruity. Birre chiare con purea di frutta e birre acide;
  4. Dark. Stout e Porter con aggiunta di spezie, caffè, noci;
  5. Seasonals. Produzioni stagionali con zenzero, habanero e altri ingredienti particolari.
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Piccola fotografia sulla Norvegia brassicola

Ultime
Scritto da Giorgia Croce   
Giovedì 11 Gennaio 2018 17:23

 

 

Ah, il grande Nord!

Nonostante (troppo) spesso si tenda a generalizzare agglomerando cultura, tradizioni e usanze di “quei posti freddi dove il sole tramonta alle 3” farlo con la birra potrebbe rivelarsi una questione più delicata del previsto: non c’è uno stile unico o caratteristico e le informazioni che ci arrivano sono spesso limitate (causa anche della lingua dalla difficile interpretazione?).

Fino a qualche anno fa il movimento della birra artigianale era molto vivace soprattutto in Danimarca con un considerevole numero di birrifici emergenti di alto interesse, tra le quali c’era anche il “nostro” Mikkeller.

Oggi, realtà come quella Norvegese, con alla base una cultura brassicola spontanea e frammentata a livello regionale con produzioni tipiche come le Harvest Ale (birre prodotte durante il raccolto) e le Christmas Ale, hanno saputo affermarsi, evolversi e creare il proprio segmento di mercato, riuscendo, tramite un percorso di sperimentazione e un’accurata selezione della materia prima a dimostrare un fortissimo potenziale e una straordinaria apertura mentale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Gennaio 2018 17:49
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Parte domani la sesta edizione del Gluten Free Expo..niente glutine, ma tanta birra!

Eventi
Scritto da Giorgia Croce   
Venerdì 17 Novembre 2017 09:58

 

 

Torna dal 18 al 21 novembre Gluten Free Expo, fiera internazionale dedicata al mondo del senza glutine, giunta alla sua sesta edizione. Come lo scorso anno saremo presenti anche noi con le nostre proposte. Avrete infatti modo di conoscere tutto il nostro assortimento GFree in bottiglia a cui si affiancheranno anche 5 birre alla spina.

E' sempre più numeroso il numero di persone che hanno problemi di celiachia, e riteniamo sia importante dare la possibilità di poter godere di un prodotto che per sua natura non sarebbe loro accessibile ma che negli ultimi anni, grazie all'utilizzo di materie prime prive di glutine o a specifiche tecniche di lavorazione, lo è diventato. L'aspetto a cui teniamo particolarmente è che l'alternativa presentata non si accontenti di rendere il prodotto fruibile, ma che sia sensorialmente all'altezza delle altre birre artigianali. In questo senso, troviamo interessante vedere come capiti sempre più spesso che la proposta deglutinata o senza glutine venga scelta anche da coloro che non soffrono di alcuna intolleranza, come una "qualsiasi" delle birre in assortimento e non come un prodotto dedicato. In questo senso vogliamo contribuire a fare in modo che prodotti con e senza glutine possano convivere su uno stesso piano qualitativo e pensiamo che eventi come Gluten Free Expopossano essere delle ottime occasioni dove trasmettere questo messaggio.

In questa direzione va la grande novità di quest'anno. Per la prima volta infatti ad accompagnare le birre gfree ci sarà anche una selezione di birre Lactose Free. Brewdog possiede infatti la certificazione Vegan, a conferma che il birrificio non usa nessun tipo di chiarificante di origine lattica. In fiera sarà quindi possibile assaggiare la linea base del birrificio in bottiglia, ad eccezione di Jet Black Heart, Milk Stout la cui ricetta richiede l'aggiunta di lattosio.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Novembre 2017 10:31
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